Gomena

E un sole inerte indugiava nell’alba
dietro il porto di pietre svuotato di luce,
l’approdo mi fu docilissimo. Tenerti
come la gomena, stretta, nel guscio calloso
assecondare l’urto
quello volevo dal viaggio,
la vernice scrostarsi, rifare il tempo dell’abbandono
che è muto, sacrificarlo ad un amorevole molo.

Eppure, dopo anni, a tastarmi nodoso
e cercarne il principio, disvelo
ma non mi districo.

 

approdo1

 

 

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