Maldestro

Abbiamo legato i nostri nastri
a speranze modeste, e non si sente,
o si inventa, un modo concorde
di non-essere.                               Forse è così
che perdi le forme nei gesti scompagnati
e trattieni negli occhi prati e prati
di fiori calpestati, e conservi
il morso frettoloso dei predati
su come colorandoti hai sorriso, una volta
o appena, quando ho quasi afferrato un’idea.

-Bisogna credere- hai detto,
era allora. E andavi al passo
costretto, a braccetto,
d’un pensare maldestro.

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Se rimani

Se sei come me. Se stai su tutto

Come il Sacco sul fondo dell’oceano

-Hanno rapito i nostri bambini-

Se sapessi

-Sono in mano al destino!-

Non si muore di fatalità.

Impassibile

Non hai lasciato imperativi
a margine dei segni che non comprendi,
come “seguimi” e com’è impossibile. Sai
che a volte la sera si avvera

e non ti indispettivi dell’urlo sordastro
alla luna, di quanto è piccolo il rosario
e minuscola ancor di più una preghiera
tra tante.

In cosa vivi e in cosa già mi eri distante?

cucito