Orchidea notturna

Tutti i fiori si sono posati sui rami
più piccoli, sono quelli che fanno le api
più ardite e paffute, il fascino del nettare,
l’inchino del tronco.

Ma il giorno si sazia del ciclamino
e tu al buio di nero profondo sei identico a me,
dimentico le ciglia e il tuo nome, la nostra curva d’uomo,
di queste mani cosa vuoi che ne facciamo? Dimenticale.
Il freddo si è sciolto in un lontano inverno qualsiasi, ovunque
è stata sempre l’ora di sbocciare, ma noi ci siamo riservati proprio questa

e ora esisto esattamente dove senti respirare,
siamo lo stelo, siamo il pingue trionfo del calice aperto.
Arrossiscono le ore se ancora ci stanno a guardare
ma la notte ha chiuso gli occhi e non le vede.

Lucy Campbell

 

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