Postilla

I fiori soffrono l’inverno

s’accucciano e trattengono

gli stami d’una primavera

minuscola.

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Gomena

E un sole inerte indugiava nell’alba
dietro il porto di pietre svuotato di luce,
l’approdo mi fu docilissimo. Tenerti
come la gomena, stretta, nel guscio calloso
assecondare l’urto
quello volevo dal viaggio,
la vernice scrostarsi, rifare il tempo dell’abbandono
che è muto, sacrificarlo ad un amorevole molo.

Eppure, dopo anni, a tastarmi nodoso
e cercarne il principio, disvelo
ma non mi districo.

 

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Per quando Daffodì non è rimasto

Daffodì,
ti ho spiato da qui parlare con lei.
Dicono tutti che quella signora non sente,
i marinai, le vagabonde, insomma la gente
e se guardi bene ha un ghigno dal suo troppo stare muta
resta così che io mi metto qui, seduta, accanto a te.

Tu dici che ci vede? Bene, lo dici tu
da così su noi non sembriamo neanche piccolissimi…

neanche così sbadatamente lontanissimi.

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Ti vorrei dire

Ti vorrei dire
come la pioggia che sussurra all’arenile
del suono che l’eco delle attese fa sul petto.

Le stesse gocce ti vorrei dire
che non senti.

Ci spaventiamo come le tempeste
e ci parliamo a cerchi piccoli,
attenti a mai strabordare

precipitiamo in un Agosto qualsiasi
lentamente nel caldo della sabbia.

Ti vorrei dire
come la pioggia che sussurra all’arenile
delle sillabe libere del vento
d’amarsi dove sboccia la goccia
e non s’afferra.

 

 

http://www.deviantart.com/art/Sand-is-taking-over-318332951