Sicomoro

Con un pudore di mussola
dietro tende che non sanno la notte
sappiamo imparare dall’ombra
a pretenderci semprevergini e nudi
sotto l’ultimo lenzuolo;
così pecca anche il sicomoro
se l’assolo curioso del ramo
disegna l’eco degli scalzi
a smarrirsi nei cortili più stretti,
sui merletti più bianchi a ingannarsi.

E un rocchetto ha finito i suoi nastri,
e la candela ha già sciolto la porta,
dal trillare dei rami diresti
che è più d’una foglia che se ne va.

gio9