Gelo

Sono serva di una parola spezzata
e di uno sguardo poco meno che banale,
poco più che sempre uguale.
Potessi scioglierlo come fa il sonno
con i nodi sulle dita
o come il mattino con la brina
saprei ancora ricordare le costellazioni
sulla schiena nuda
e il sapore che il profumo condensa sulle labbra,
saprei annegare nel calice
e non sentirlo addosso,
e non lamentarmi del tempo che fa.

Gelo

e non è il vento,
è il non poterti dire che ho freddo.

 

wwwqw

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15 pensieri su “Gelo

  1. Lascio morire questa notte morente di suo e di mio…ma io non sono immortale e non rinasco ad ogni colpo al cuore…e, Luna…tu sei splendida anche nascosta…
    Qualcosa poi farò…

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