Quello che io sento di te.

Ti ho immaginato guidare la macchina, fumare l’ultima sigaretta, dondolarti stanco, tirare l’ultimo lembo di coperta, respirare.
Sono stata volante, sigaretta, tappeto, letto, aria. Ero dov’eri e sono dove sei, e non nascondo che questo pensiero abbia stranito spesso anche me. Non lo definirei nemmeno pensiero, il pensiero è distante, e questo no. E’ come se nella mia mente ci fossero percorsi invisibili che non hanno mai smesso di portare a te, percorsi così dritti e piani che è impossibile non credere si portino dietro anche un po’ dei tuoi pensieri, percorsi che si aprono quando meno me lo aspetto o quando meno dovrebbero.
Qualsiasi cosa sia, io ti ho dentro e credo di dovermene liberare.
A volte è strano come continuiamo a trascinarci dietro storie impossibili e sbagliatissime.
Altre volte è irrimediabile.

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